Agriturismo, il settore rimane positivo ma occhio agli esercizi abusivi

Agriturismo, il settore rimane positivo ma occhio agli esercizi abusivi

Udine – “A Ferragosto c’è stato il picco di presenze, ma non è un momento favorevole per l’attività agrituristica. Non tanto per un calo della domanda, quanto per la crescita dell’abusivismo che sta mettendo in seria difficoltà le aziende agrituristiche in regola con tutti gli adempimenti di legge, fiscali e burocratici”.

A dare l’allarme è Cosimo Melacca, presidente di Agriturist, l’Associazione per l’Agriturismo, l’Ambiente e il Territorio di Confagricoltura.

“Le aziende agrituristiche più penalizzate – spiega Melacca – sono quelle lontane dai luoghi di grande interesse turistico e situate nelle zone interne, ma l’offerta turistica abusiva e senza regole crea gravi danni anche gli albergatori. Il turismo sommerso vale 13 miliardi di euro. Di recente il ministero delle Politiche agricole, alimentari forestali e del turismo ha introdotto l’obbligo di assegnare un numero identificativo a ogni struttura turistica: questo rappresenta un primo passo in avanti, ma non basta. Occorrono anche i controlli sul territorio, così come avviene per l’agriturismo”.

Come sta andando la stagione estiva negli agriturismi? “Non possiamo far finta che vada tutto bene in nome del marketing: in base ai dati raccolti – spiega il presidente di Agriturist – la flessione, rispetto alle presenze in agriturismo rilevate nello scorso anno, è del 10% o anche del 20% per le strutture ubicate in zone di grande appeal turistico. Le perdite sono maggiori, arrivano anche al 50%, se gli agriturismi non si trovano in posizioni così favorevoli”.

In Italia l’ultimo censimento disponibile, quello del 2017, evidenziava la scomparsa di circa 1.300 strutture che svolgevano attività agrituristica e la contestuale apertura di altre 1.500 agriturismi.

“Leggendo questi dato il bilancio sembra essere positivo per la creazione di 200 nuove strutture. In realtà questi nuovi agriturismi nascono solo grazie ai subentri generazionali, il passaggio di padre in figlio con la chiusura e la riapertura dell’azienda”.

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