amore

I figli del terremoto

Mario e Maria avevano vent’anni nel 1976. Si frequentavano da pochi mesi, lui fiero della sua 500 bianca, comprata col sudore colato sul cotone della Manifattura e lei timida e sicura nella sua ragioneria. Era una Gemona sospesa, che guardava il mondo da lontano quella in cui loro vivevano, che da lì a poco avrebbe trovato forza nella sua più grande tragedia contemporanea.  Mario era spavaldo in quella dolce rabbia

L'importante è finire

Non sarebbe arrivato nessuno fino a domani mattina. Lo sapevano entrambi. Qualche cracker, un po’ di formaggio e una bottiglia di vino. Faceva freddo in quella stanza, ma comunque era la più calda. Non si parlavano da mesi e non avrebbero mai pensato di ritrovarsi in quella situazione, intrappolati dalla neve che continuava a scendere come la notte e senza poter sperare di farsi raggiungere. Al sicuro, in ogni caso.