Picavèlt, un blend che si evolve

Picavèlt, un blend che si evolve

Nel vastissimo scenario delle tecniche di vinificazione, una buona parte di appassionati di vino tende a privilegiare i vini che si ottengono da un vitigno in “purezza”, quindi monovarietali, rispetto a quelli ottenuti da uvaggi o assemblati di varietà diverse e vinificati separatamente.

Non essendoci discriminanti in merito a questi due metodi di fare il vino, possiamo comprendere che tale scelta sia legata a tradizioni abbastanza precise o a scelte legate a particolari zone climatiche, dove determinati vitigni trovano tra di loro una forma d’espressione molto particolare, dovuta al loro “mescolarsi”.

Picavèlt di Le favole (Caneva di Pordenone), nasce dall’incontro di tre vitigni internazionali, Pinot Bianco, Riesling e Sauvignon Blanc, i cui vigneti si trovano in colline riparate, dove i venti leggeri e la freschezza dei boschi vicini apportano condizioni climatiche adatte alla produzione di qualità.

Ciò che ci ha colpiti in Picavèlt è stata la capacità di trasformare la sua veste organolettica: apre la scena con profumi fruttati e una freschezza gustativa elegante, e appena riesce a catturare l’ossigeno necessario e una buona dose di calore, ecco che la sua struttura cambia, si fa più virile, si accende di note terziarie leggermente speziate.

Responsabile è il Riesling con il suo deciso carattere e potenza, cremosità e persistenza si diffondono in bocca regalando calore e gusto, il vino diventa più ricco senza essere grasso, capace di soddisfare sia i palati più semplici che quelli più esigenti, dove è gradita più consistenza e complessità.

Picavèlt è fatto per palati curiosi e se volete divertirvi, abbinatelo a tutto pasto con piatti inizialmente leggeri, per poi andare in crescendo con quelli più ricchi e strutturati.

Condividi su