Atto Unico di Picèch, il coraggio di mettersi in gioco

Atto Unico di Picèch, il coraggio di mettersi in gioco

Il grande lavorio della vendemmia volge ormai al termine, ma per noi la sete di emozioni autunnali è appena cominciata e ci conduce da Roberto Picèch, artigiano del vino dallo sguardo sincero e l’istinto creativo.

Dall’ampia vetrata della sala degustazioni ammiriamo lo scenario dei suoi vigneti, ci troviamo in località Pradis di Cormons (Go) per raccontare la storia di un vino particolare: Atto Unico.

Nel 2018 la previsione di un’eccezionale vendemmia è stata vanificata da una forte grandinata che ha decimato il raccolto, si è così deciso di selezionare solo i grappoli migliori di Friulano, Malvasia, Ribolla Gialla, avviando la produzione di un vino unico, fuori dagli schemi ma coraggioso rappresentante di un territorio dalle grandi potenzialità.

Un confortante abbraccio tra questi tipici vitigni friulani, capaci sempre di trasmettere la forza delle loro origini e la passione del suo produttore, fiero e convinto delle sue scelte.

Atto Unico è nato così, non ci sarà più, l’imprevedibilità della vita e del lavoro ha scombinato i progetti iniziali, ma la capacità di adattarsi al cambiamento ha creato un vino del tutto originale, lontano dalla tradizione e unico nel suo stile.

Roberto Picèch ha prodotto Atto Unico con il cuore, il fegato, la pancia: nel descriverlo non usa toni altezzosi ma solo lieve rassegnazione  e poi gioia di condividerlo in buona compagnia.

Al calice si esprime con equilibrio olfattivo interessante, la frutta bianca, gli aromi e le delicate note di erbe aromatiche si alternano a nocciola, mandorla e fiori di campo essiccati.

Se lo portiamo in bocca ci regala freschezza e bevibilità, sapori canonici di queste terre, la polpa del frutto maturo e un finale sapido, morbido al palato e ben bilanciato. Atto Unico è frutto del coraggio di mettersi in gioco, comunque vada.

 

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